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Quando Halloween si festeggiava in Italia

Una delle critiche che spesso vengono mosse nei confronti di Halloween afferma che si tratterebbe di una “festa americana, lontana dalla nostra cultura” e che quindi non vada festeggiata perché non è roba nostra, un po’ come il Thanksgiving statunitense o il Diwali indiano.

Naturalmente non è affatto così, anzi! Halloween in Italia c’è sempre stata, solo che ce ne siamo dimenticati in seguito ad alcuni fatti storico-sociali.

Ma facciamo un passo indietro. Halloween deriva dalla frase “All Hallows Eve” che tradotta significa “Vigilia di tutti gli spiriti sacri”, dove spiriti sacri indicava i defunti e più in generale gli spiriti ultraterreni che popolavano le leggende, e non i santi cattolici come spesso sentiamo dire. Seppur trattandosi di un termine tardo nato in epoca cristiana[1], esso faceva riferimento alla notte in cui anticamente i Celti celebravano i propri antenati, ovvero normali persone defunte e passate, per così dire, “al di là” della vita terrena. La comunione con l’idea cristiana arrivò molto lentamente fino a prenderne il posto che occupa oggi, ma per molto tempo Halloween è stata – e in molti luoghi ancora è – la festa cristiana del mondo anglosassone.
Halloween, come ormai tutti dovrebbero sapere, proviene dall’antica festa irlandese chiamata Samhain (da sam fuin = fine dell’estate), una ricorrenza stagionale che segnava l’arrivo dell’inverno e la transumanza del bestiame. Samhain segnava dunque il capodanno celtico e l’arrivo dell’inverno – ovvero della stagione morta – che, per associazione di idee, si trasformò in un momento in cui ricordare i propri cari passati a miglior vita.

Tra gli antichi Romani c’erano diverse feste dedicate alla commemorazione funebre disseminate durante l’anno, ma naturalmente in autunno si concentravano per numero e per concetto spirituale. Il 5 ottobre e l’8 novembre si celebrava il Mundus Patet, mentre il 6 ottobre c’era il Dies Ater. Il primo contemplava l’apertura di una fossa nella terra che metteva in comunicazione con il mondo dei morti. La seconda era un giorno legato alla tristezza per un evento tragico legato al mondo dei defunti. Invece alla fine di ottobre, più precisamente il 29, si onorava Vertumno, dio del mutamento stagionale e associato alla maturazione dei frutti autunnali in virtù del suo legame ierogamico con Pomona, dea dei frutti celebrata tra settembre e ottobre in occasione del raccolto degli ulivi. Ed è quest’ultimo evento che andò a fondersi con il Samhain celtico, infatti nel corso dei secoli gli scambi commerciali e culturali con i Celti favorirono la fusione di queste festività.

Le tradizioni funebri, come tutte le tradizioni pagane antiche, non persero mai appeal sulla popolazione che anno dopo anno le onorava con la stessa devozione di sempre. La Chiesa, che aveva tollerato per secoli queste manifestazioni, a un certo punto decise di prendere provvedimenti e nell’anno 738, Papa Gregorio III fece appositamente spostare festa dei Santi dal 13 maggio al 1° novembre per sovrapporla a quella pagana. Tuttavia i rituali, i travestimenti, i falò, i lumini e le offerte di cibo continuarono per molto tempo, poiché la popolazione era legata ad essi da secoli e non aveva alcuna intenzione di rinunciarvi. Fu così che nel X secolo la Chiesa aggiunse anche la “Festa dei Morti” al 2 novembre: una festa dedicata ai morti terreni che in qualche modo andava a giustificare e tollerare gli antichi rituali pagani ancora in auge.

una tradizionale rapa irlandese di Halloween in mostra nel Museo della Civiltà Contadina, Irlanda

A partire dal 1600, grazie al colonialismo britannico, la festa di Samhain/Halloween fu esportata nel “Nuovo Mondo” e in quell’ambiente, così lontano dall’Europa e dalla Chiesa, si evolse per proprio conto. I coloni però non trovarono le rape che erano soliti intagliare per porvi il lumino al loro interno, così utilizzarono le zucche che invece abbondavano in Nord America.

E così arriviamo ai primi decenni del ‘900, quando in molte parti d’Italia i festeggiamenti a cavallo tra il 31 ottobre e il 2 novembre ricalcavano ancora fedelmente gli antichi usi pagani: zucche intagliate, bambini travestiti che andavano a chiedere i dolcetti porta a porta, le anime dei morti che portavano doni ai più piccini e via dicendo. Insomma non era cambiato nulla.Solo una cosa era cambiata: il nome. A causa della frammentarietà regionale che da sempre caratterizza l’Italia, ogni regione chiamava Halloween in maniera diversa. Ancora oggi troviamo Is Animeddas e Su Mortu Mortu in Sardegna e la Notte delle Lumere (le zucche con il lumino) in Sicilia e in Lombardia. Anche la comunione con i defunti attraverso l’offerta di cibo non è cambiata così abbiamo le Ossa dei Morti e il Pane dei Morti in Umbria, Marche, Lombardia e Veneto; in Piemonte si aggiunge un posto a tavola per gli spiriti; in Liguria i bimbi ricevono un dolcetto chiamato il Ben dei Morti; in alcuni paesini della Calabria si imbandisce un piccolo banchetto accanto alle tombe dei defunti, proprio come facevano gli Etruschi. A Manfredonia qualcuno ancora appende al muro la cosiddetta “Calza dei Morti” che nella notte tra il 1° e il 2 novembre viene riempita di dolci per i più piccoli.

In alcune regioni i nonni raccontano che da bambini si travestivano da fantasmi per spaventare i passanti e intagliavano le zucche con facce mostruose.

“Mio padre si ricorda che, da bambino, quando viveva in Brianza, era in uso intagliare delle zucche arancioni per inserirvi delle candele accese sul fondo, da portare in giro di notte per spaventare i passanti. Queste zucche si chiamavano “Lumere”. 
Lui, con i suoi amici, si appostava di notte, accanto al cimitero per spaventare le vecchiette. Poi andavano di casa in casa a chiedere del cibo come noci, nocciole, castagne e in cambio assicuravano di non procurare nessuno scherzo: in caso contrario, lasciavamo un sacchetto di carta pieno di letame. Era anche usanza lasciare sul davanzale delle finestre, una ciotola di latte, un bicchiere di vino rosso e del cibo (solitamente castagne), per le Anime dei propri cari. Il dolce tipico di questo periodo conosciutissimo in Lombardia è il “pan dei morti”, o più comunemente conosciuto come «òss di mòrt».
” – Testimonianza di Elena Paredi, nostra lettrice.

In tutte le regioni c’era una tradizione pagana locale, ma alcune sono andate irrimediabilmente perdute ed è un vero peccato che molti Italiani si lamentino di Halloween parlandone in toni sprezzanti come se i loro nonni non l’avessero mai festeggiata. Se con i film degli anni ’80 la nostra ingenuità ci ha portato a pensare che Halloween fosse una festa tutta americana, oggi sappiamo bene che le cose stanno diversamente, eppure alcuni gridano al pericolo culturale come se solo adesso ci trovassimo di fronte a una vera e propria invasione americana… e tuttavia fanno finta di non ricordarsene ogni volta che entrano da McDonald. Altri suggeriscono di non festeggiare Halloween perché abbiamo le “nostre tradizioni”, che – a detta loro – sono italiane a differenza di Halloween. Ciò nondimeno continuano a festeggiare il Natale addobbando l’albero, facendo regali e comprando il vischio: antichi rituali anch’essi pagani.

E’ chiaro che la confusione regna sovrana e purtroppo la rete non ha affatto giovato al chiarimento della questione, anzi, se possibile l’ha persino peggiorata. Nella foto qui accanto leggiamo “Halloween? Meglio Mortu Mortu! E’ Sardo! Fate a meno di imitare ciò che è straniero”[2] il che è assurdo se pensiamo che la rapa/zucca intagliata è un’eredità irlandese! Quella frase la dice lunga sul livello di travisamento storico che la festa di Halloween ha subito. Ci chiediamo se tutto questo sia dovuto al semplice fatto che il termine Halloween sia inglese e che se ai tempi avesse trovato una traduzione univoca comune a tutte le regioni, oggi non staremo qui a dover fare lezioni di storia a un popolo che ha dimenticato le proprie radici.Fatto sta che in qualche punto della storia, più o meno a partire dal boom economico in poi, le nostre tradizioni popolari (non solo quelle relative ad Halloween) hanno subito l’oblio degli Italiani che dalla vita agricola sono passati in blocco a quella cittadina, dove i preziosi rituali legati alla terra non facevano più parte del vivere quotidiano; e così anche le affascinanti usanze vecchie di millenni sono state inesorabilmente dimenticate in virtù di Levi’s, Topolino, Coca Cola e altri costumi tutt’altro che italiani.

Alla luce di quanto detto sinora vorremmo concludere con un pensiero rivolto a chi oggi sostiene che dobbiamo tornare alle origini. Ebbene il termine “origine” deriva dal latino “or” ovvero nasco e la nascita di qualunque cosa prevede la combinazione di due parti procreatrici. Nel caso di Halloween sono stati tanti i genitori che hanno contribuito alla sua venuta al mondo e uno di questi genitori ha orgogliosi geni italiani. Pensateci la prossima volta che addentate un hamburger sorseggiando una Coca.

NOTE
1 – Sulla presunta “epoca Cristiana” ci sarebbe parecchio da dire perché in realtà la cristianizzazione che ci insegnano a scuola fu per molti secoli solo sulla carta. Nel MedioEvo gli unici cristiani erano i nobili e i ricchi che avevano adottato la “nuova religione” in virtù degli accordi politici con la Chiesa. La maggior parte della popolazione rimaneva aggrappata all’antica religione pagana perché più vicina alla vita quotidiana, meno astratta e sicuramente più legata ai cicli stagionali su cui si basava il lavoro agricolo. Per molto tempo la gente attraversò un periodo di sincretismo in cui i santi cattolici si mescolavano agli dei precristiani. A conti fatti l’Europa cominciò a convertirsi davvero al Cristianesimo solo quando iniziò l’Inquisizione con i relativi roghi.
2 – Il termine istroccher significa “prendere in giro” nell’accezione di “fare il verso” perciò, in questo caso, vuol dire scimmiottare, ovvero imitare. La parola istranzu si traduce con “ospite” che in questo caso è riferito allo straniero.

Fonti sulle tradizioni italiane
Sicilyland.it
Statoquotidiano.it
Sardegnaremix.com
Janaantica.wordpress.com
Facebook.com/CuoreDiStrega

Ringraziamenti
Grazie a Sabrina Ghisu per la traduzione dal sardo all’italiano. 
Grazie a Elena Ailinn Paredi per la testimonianza diretta di suo padre.

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C’è chi dice sì

Fortunatamente sono tante le persone che pensano con la propria testa e si informano, evitando di credere a ciò che viene propinato dagli estremisti, che basano i propri articoli su nozioni inventate. E non si tratta solo di laici o atei, bensì anche di persone strettamente legate al mondo cristiano. Chi l’avrebbe mai detto?
Noi 🙂
Confidiamo infatti nell’intelligenza di tutti a prescindere dal proprio credo e sappiamo che là fuori siete in tanti!
Qui di seguito una breve carrellata di notizie a testimonianza che un punto di incrontro può esistere.

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La Chiesa ha scomunicato Halloween? Occhio alla bufala!

In questi giorni gira la notizia su varie testate online, secondo cui il Vaticano avrebbe scomunicato la festa di Halloween e addirittura ne vieterebbe la celebrazione nelle scuole.
E’ piuttosto evidente che siamo di fronte ad una bufala bella e buona, tuttavia ci duole constatare che alcuni giornali abbiano riportato fedelmente questa assurdità senza verificarne l’origine.
Invitiamo tutti a fare sempre dovuta ricerca prima di postare o condividere notizie-scalpore per non alimetare la già grande confusione che ruota attorno alla festa di Halloween e più in generale nel mondo dell’informazione.

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Halloween: le vere origini

Siamo in età precristiana. Ci troviamo nel Nord Europa dove il freddo invernale costituisce un nemico invisibile che ogni anno falcia via le vite di tante persone del nostro villaggio. Siamo alla fine di ottobre e il freddo pungente annuncia la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno: Samhain.
Questa parola deriva dal gaelico antico “Sam Fuin” e significa “fine dell’estate” (nel tempo divenne poi Samhuinn in gaelico e Samhain in inglese antico). Gli antichi Celti dividevano l’anno in due grandi stagioni in base alla transumanza del bestiame e questa festa segnava la fine dei raccolti e l’inizio della parte fredda e buia dell’anno. Come detto, questo è l’ultimo raccolto, quello più importante che si spera essere anche il più abbondante perché dovrà fornire cibo per tutti i mesi invernali, garantendo la sopravvivenza di tutti.
Bisogna quindi sottolineare che non esiste alcun “dio delle tenebre” chiamato Samhain. Non esiste nessun riferimento a tale figura in nessun testo antico. Si tratta ovviamente di un personaggio inventato recentemente per gettare scredito su quella che è una festa bellissima e solare, legata semplicemente al raccolto, e che non ha nulla a che vedere con la malvagità.La vera malvagità risiede solo in chi ha inventato questa storia; qualcuno che vuole ingannare la buona fede della gente comune e che non riesce ad accettare l’esistenza di una festa simpatica e divertente come quella di Halloween, solo perché non fa parte del suo modo bigotto di vivere la propria religione.

Halloween e Ognissanti
Il termine deriva dai termini “All Hallows Eve” cioè “vigilia di ognissanti”, che nel tempo si è contratta nella forma “Hallow E’en” (Halloween).Halloween-Samhain si festeggia nella notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre perché per i Celti il giorno aveva inizio dopo il tramonto del giorno precedente.Quando la Chiesa Cattolica decise di sostituire la propria festa con quella pagana, la spostò dal 13 maggio al 1° novembre per sovrapporla ad essa. In altre parole, la festa dei Santi (cioè dei morti, perché i Santi sono persone morte) si sovrappose alla… festa dei (santi)morti. Tanto per rafforzare la cosa – o per incasinarla, non è chiaro – pose questa al 1° novembre e quella dei morti “normali” al 2 di novembre.E nonostante si tratti della stessa cosa, qualcuno ha anche il coraggio di definire Halloween una festa satanica…

Le zucche

Come da tradizione gli antichi infilavano una candela in una rapa cava posta fuori dalla finestra affinché gli spiriti ritrovassero la strada di casa. La zucca arrivò centinaia e centinaia di anni più tardi, quando i primi coloni inglesi migrarono in America, e non avendo a disposizione rape, le sostituirono con le zucche.Infatti l’originale leggenda irlandese di Jack o’Lantern vede come protagonista un uomo condannato a vagare di notte con una rapa porta-candela. Oggi invece, chissà perché, la leggenda vuole che Jack fu trasformato dal Diavolo in un uomo con la testa di zucca, perché l’aveva ingannato. Ecco che tornano le solite intrusioni cattoliche…In ogni caso, con le zucche la tradizione cambiò, perché essendo molto grandi permettevano di essere intagliate e quindi di poterci disegnare sopra facce buffe o spaventose per scacciare gli spiriti cattivi.

Il cibo rituale
Banchetto. Un’altra tradizione era quella di preparare un lauto banchetto che aveva il duplice scopo di propiziare abbondanza durante l’inverno e di onorare i defunti con l’aggiunta di un posto vuoto a tavola.
“Fave dei Morti”. Sono i tipici dolcetti che si preparano per la festa dei morti e si chiamano così perché gli antichi (soprattutto gli antichi Romani) pensavano che le piante a baccello fossero dei collegamenti naturali tra l’Oltretomba e la Terra. Per questo motivo credevano che i morti mangiassero fave e fagioli e durante i Parentalia (feste romane dei morti) il capofamiglia se ne gettava dietro le spalle una manciata. Col tempo l’usanza cambiò pur conservando la sostanza: il concetto di cibo.Esistono in tutta Italia diverse tipologie di dolcetti e tutti si chiamano più o meno alla stessa maniera: “Pan dei Morti”, “Ossa dei Morti” e “Torrone dei Morti”.
Soul Cake. Sì, c’entra anche Sting. Durante il Medioevo in quasi tutta l’Europa del Nord si preparava una torta chiamata “soul cake” (torta dell’anima), probabilmente un rimasuglio delle fave dei morti. Questa torta consisteva in un pane dolce con uva sultanina o ribes. Per i bambini era tradizione fare “souling” cioè andare di porta in porta chiedendo un pezzo di torta e per ciascuna fetta si doveva pregare per l’anima di un parente defunto (molto simile al dolcetto scherzetto moderno, eh? Ma come vedremo più avanti è il Souling a derivare dal Trick or Treat). E c’era anche una canzoncina (rivisitata poi da Sting e adattata al Natale) che faceva così:
“A soul cakea soul cakehave mercy on all christian soulsfor a soul cake”
Trad.: abbi pietà per tutte le anime cristiane per una torta dell’anima.

La festa dei morti e la divinazione
Samhain costituisce quindi un passaggio dalla luce al buio, chiude un ciclo e ne apre un altro, perciò era considerato una specie di capodanno. In questa occasione (così come nella festa speculare di Beltane, sei mesi dopo) i confini dei mondi diventano più sottili, permettendo qualche “intrusione” da un mondo all’altro. I Celti sapevano che gli spiriti degli avi tornavano sulla terra a far visita, portando – chissà – auspici e protezione. Questo è il motivo principale per cui a Samhain oggi leggiamo le rune e i tarocchi per trarre auspici per il futuro. A proposito di divinazione, una vecchissima filastrocca inglese recita:
“When witches aboundand ghosts are seenyour fate you‘ll learnon Halloween”
Trad.: Quando le streghe abbondanoe fantasmi vengono avvistatiscoprirai il tuo destinonel giorno di Halloween.

Trick or Treat?
Questa frase significa “inganno o offerta?” poi divenuto “dolcetto o scherzetto”. A chi non offre nulla viene fatta una burla che consiste nell’imbrattare i vetri delle finestre. Nell’antichità festeggiare Samhain era talmente importante che chi non osservava questa usanza veniva, in un certo qual modo, emarginato dalla comunità. Quel che resta di tale sgarbato trattamento è proprio il “trick or treat”.

Moderni travestimenti
I contadini delle campagne irlandesi e scozzesi credevano che in questa notte alcuni spiriti di defunti malvagi potessero recargli del male. Perciò si travestivano da mostri, orchi, fantasmi e altri personaggi terrificanti, per spaventare gli spiriti o confondersi fra di essi e non essere molestati. Ecco spiegato il motivo del travestimento horror che ancora oggi accompagna questa festa.

Negli Usa invece è più facile vedere persone che si travestono anche da supereroi o da cosplayer degli anime giapponesi, e il motivo va ricercato nel fatto che loro non hanno un Carnevale come da noi o come in Brasile, perciò il loro Halloween è diventata più una festa in maschera che non un evento “dark”.
Più e più volte mi è stato chiesto “da cosa ti vesti quest’anno?” e io, fedele alle mie origini pagane italiane, mi vesto sempre e solo da Strega: con il gruppo ormai storico delle mie amiche portiamo un po’ di sana fantasia per le strade della città, regalando caramelle ai bambini.Insomma, il mio consiglio è ovviamente quello di usare un travestimento in tema alle origini della festa… e quindi che orchi e fantasmi, zombie e draghi, mostri e vampiri prendano possesso della città anche solo per una notte e insieme scaccino gli spiriti cattivi e proteggano tutti come moderni supereroi alternativi!

Samhain oggi
Nel neopaganesimo Samhain (e la Calenda per la Stregheria) costituisce il capodanno perciò ci si butta alle spalle tutto ciò che vogliamo eliminare dalla nostra vita e si fanno i propositi per l’anno nuovo. Il rito classico consiste nello scrivere cosa si vuole buttarsi alle spalle su un foglietto per poi darlo alle fiamme. La cena dell’ultimo raccolto costituisce il massimo momento di aggregazione con amici e parenti, si prepara un bel banchetto a base di cibi autunnali e l’immancabile zucca cucinata in mille modi.La tradizione vuole che ci sia sempre un posto vuoto apparecchiato in più rispetto agli invitati; in questo modo si onorano i defunti che potrebbero voler partecipare.Altra tradizione vuole che si mettano fuori dalla porta una mela e una candela: la candela serve per indicare la strada di casa ai propri defunti, mentre la mela serve per sfamarli.

Conclusioni
Se siete persone intelligenti, sveglie, aperte e sapete accettare che al mondo esistono tante tradizioni diverse, sappiate dunque accettare che questa festa esisteva in Italia secoli prima che arrivasse la Chiesa. E’ una festa nostrana, che fa parte delle nostre autentiche radici pagane europee. E’ una festività scherzosa e divertente, che nulla ha a che vedere con il male.Il male è solo nelle intenzioni di chi vuole demonizzare ciò che non capisce e non accetta. La discriminazione è il vero male. Halloween è solo un momento per ricordare chi non c’è più, con la gioia nel cuore.

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