Storia del Progetto

“Le vere origini di Halloween” nasce nel Settembre 2013 grazie a Monica Casalini, Alice Chiara Rancati, Sarah Bernini e Alessandra Luce Menegatti, attiva fino al 2018, anno in cui entra nello staff Morgana Marco Vettorel (già attivista). 

Lo scopo del progetto – nato come sito internet e relative pagine social – è stato fin dall’inizio quello di sfatare i falsi miti sulla festa di Halloween e di divulgare notizie sulle sue antiche origini sacre legate alla festa celtica di Samhain, riportando in rete approfondimenti per farne conoscere meglio il significato e capire come si sia sviluppata nel tempo.

In questi anni abbiamo sempre risposto in modo educato e preciso alle campagne anti-Halloween che si presentano puntualmente all’avvicinarsi del 31 Ottobre (e che ci vengono segnalate dagli utenti delle nostre pagine) per cercare di far circolare notizie corrette. 

Oltre alle attività sul web, nel 2015 è stato pubblicato il libro Le vere origini di Halloween (Anguana Edizioni), volume che riporta, grazie alla collaborazione di diversi autori e di alcuni illustratori italiani, approfondimenti su vari aspetti di questa antica festa, suddivisi in quattro sezioni: Storia (dedicata alle celebrazioni più antiche,  ai contesti sociali e ambientali che hanno contribuito alla sua nascita e diffusione, alla ritualistica antica e a come sia arrivata ai nostri giorni quasi intatta); Tradizioni moderne (che affronta diverse correnti spirituali e le relative celebrazioni); L’Halloween italiano (che dimostra come in Italia si festeggiasse sin da tempi immemori in tutte le regioni italiane); Psicologia (che spiega perché Halloween non debba essere demonizzata o negata ai bambini).

Un altro elemento per noi molto importante è il sotto-progetto ZuccAzzurra, lanciato nel 2015 e dedicato a tutti i bambini che per motivi di intolleranze o diete particolari non possano mangiare i classici dolcetti di Halloween; l’idea è quella di proporre dei regalini non commestibili, come ad esempio piccoli oggetti di cancelleria o simili, in modo che anche i bimbi con esigenze specifiche possano divertirsi e non sentirsi esclusi.

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