venerdì 28 ottobre 2016

Scoprire Halloween assieme ai bambini



di Elena Salatin



Anche se molti genitori ancora tendono a “proteggere” i propri figli da questa festività, che nell'immaginario collettivo è vista come cupa e macabra, Halloween è innanzitutto la festa dei bambini.

Solitamente i genitori tendono a negare ai figli la possibilità di fare esperienze comunemente considerate negative o affrontare le proprie paure in una sorta di eccessiva protezione della prole. I bambini si fidano dei genitori quindi se "mamma e papà mi dicono che esiste Babbo Natale e che è buono e invece i fantasmi non esistono ed è meglio non pensarci perché fanno paura" allora il bambino acquisirà questo schema mentale.
Halloween è la festa dove i bambini possono sperimentare ed esorcizzare le proprie paure attraverso il travestimento.
Come mi ha spiegato l'insegnante della scuola dell'infanzia Elisa Cassan, numerosi studi pedagogici dimostrano che il travestimento, come parte del gioco simbolico, permette al bambino di usare gli oggetti in modo creativo attribuendo a loro caratteristiche e funzioni diverse da quelle reali. Questo stimola la mente del bambino all'immaginazione e all'elasticità.
Ogni bambino ha un suo tempo in cui si sente pronto al travestimento e questo tempo deve essere assecondato e rispettato perché nel momento in cui il bambino si sente pronto allora potrà aprirsi al cambiamento. Uno degli aspetti di tale cambiamento è lo spostamento dall'estremo egocentrismo, tipico dei bambini piccoli, a un'apertura verso l'empatia. Fingendo di essere qualcun altro il bambino entra nel “gioco di ruolo” che lo porta a personificare punti di vista diversi dal suo e nel contempo lo aiuta ad aprirsi alla condivisione anche delle paure che, in questo modo, diventano più facili da gestire.
Il periodo di Halloween è sicuramente ideale per affrontare il tema delle paure, ma è necessario stare attenti a come viene esposto ai più piccoli: spesso le decorazioni di alcune feste o negozi puntano un po' troppo sul macabro e pauroso per attirare un pubblico adulto e pagante e questo può effettivamente spaventare i bambini che, se troppo piccoli o non preparati, faticano a distinguere la realtà dalla fantasia.
È consigliabile quindi affrontare questa notte come una notte magica in cui sogno e realtà si confondono e in cui sì ci sono streghe, fantasmi e pipistrelli, ma sono solo frutto della magia della festa che in questo modo piacerà anche ai bambini. È importante anche far capire al bambino che è divertente prendere dei piccoli spaventi: la cosa inizia fin dalla prima infanzia quando la mamma si nasconde per un attimo dietro al muro per poi riapparire subito dopo e il neonato ride; in questo modo il piccolo ride della sua paura di aver perso la mamma e la esorcizza.

Sarà inoltre interessante raccontare ai bambini quali sono le tradizioni legate alla festa coinvolgendoli nella preparazione della famosa zucca o delle ricette, magari del proprio territorio, di dolcetti o piatti tipici tramandati dai nonni che festeggiavano questa ricorrenza già prima di noi.
Per stimolare la curiosità dei più grandi, che già conoscono un po' di geografia e storia, il sito web www.mammaebambino.pianetadonna.it in un articolo intitolato “Come raccontare la storia di Halloween ai bambini”, suggerisce di usare un planisfero per raccontare dove la festa di Halloween sia nata e come si sia poi diffusa nel mondo

Halloween è anche un momento di passaggio in cui si entra definitivamente nella parte oscura dell'anno, si parla di morte della natura e, per similitudine, di morte in senso più esteso (non a caso la Chiesa ha spostato la commemorazione dei defunti dal mese di maggio a questo periodo). Essendo una ricorrenza celebrata da tutta la comunità, la commemorazione dei defunti (e quindi il periodo di Halloween/Samhain) può essere il momento ideale per affrontare con i bambini il tema della morte. Magari durante l'ultimo anno il bambino ha perso una persona cara e ancora non capisce  bene cos'è successo, l'analogia col ciclo naturale di morte e rinascita può sicuramente aiutare in un argomento di difficile comprensione anche per gli adulti.

Ovviamente la questione va affrontata in maniera diversa a seconda dell'età del bambino:
in generale i bimbi più piccini si sentono confusi perché non capiscono cosa sia successo e chiedono solamente conforto; i bambini tra i 3 ed i 5 anni vedono la morte come una partenza momentanea e pensano che la persona morta tornerà (in particolare verso i 5 anni iniziano ad interessarsi di più all'aspetto biologico della morte). Tra i 7 e gli 8 anni hanno un'idea più realistica della morte: si interessano ai riti di sepoltura, ma ancora non sono in grado di identificare le proprie emozioni e questo li confonde al punto da poterli portare a sfogare la loro frustrazione con aggressività verso cose e persone.
Tra gli 8 e gli 11 anni vedono la morte sotto il punto di vista fisico ma ancora faticano e decifrare le loro emozioni; dopo gli 11 anni sono definitivamente adulti ed è necessario trattarli come tali.
In ogni caso, indipendentemente dall'età, è importante dire sempre la verità al bambino, dedicargli tempo per ascoltarlo e rispondere alle sue domande, anche con un semplice “non lo so” se non si conosce una risposta.

In conclusione, il modo migliore per esorcizzare le proprie paure, anche  quelle più innate come la morte e, più in generale, l'ignoto, è affrontarle in modo diretto e schietto, aiutati da un pizzico di ironia e umorismo.
Come dice la nonna saggia dei My Little Pony: “[Pinkie] sorridi al mostro, che non ti farà del male. Salta e scaccia la paura con la tua allegria!”


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