sabato 8 ottobre 2016

Halloween in parrocchia con Don Michele Pio

C'è una piccola parrocchia a Rodi Garganico in cui il parroco Don Michele Pio organizza tutti gli anni la festa di Halloween, spiegando alle famiglie perché è giusto fare festa anziché credere alle superstizioni (http://blog.rodigarganico/halloween).
Naturalmente ci fa sempre enorme piacere avere riscontri positivi dal mondo cattolico, perché - come abbiamo sempre sostenuto - la tolleranza e il rispetto interreligioso è alla base dell'ecumenismo.
Giorni fa ci ha scritto Don Michele Pio, parroco della Chiesa San Nicola di Mira a Rodi Garganico, con queste parole:
"Carissimo staff, mi chiamo don Michele Pio Cardone e sono sacerdote della chiesa cattolica da 20 anni. Ho acquistato il vostro libro
"Le vere origini di Halloween" che trovo molto bello e interessante.
Io da sempre festeggio Halloween in Parrocchia con i ragazzi e le loro famiglie, anche se qualche cattolico conservatore mi ha stupidamente attaccato. Chiedo cortesemente se è possibile - citando il vostro sito - utilizzare nella lettera che quest'anno invieremo ai genitori quanto scritto nel vostro sito alla sezione «Perché Halloween fa bene ai bambini (e non solo)» di Laura Ghianda".

Siamo estremamente felici di ricevere questa bella testimonianza e qui di seguito vi invitiamo a leggere la lettera che il Don ha inviato ai genitori qualche giorno fa.

Vai Don Michele!
 
PARROCCHIA CHIESA MADRE SAN NICOLA DI MIRA

RODI GARGANICO.

Halloween fa bene ai bambini (e non solo)

Festa di Halloween 2015 nella parrocchia di Don Michele Pio
Il parroco della Chiesa Madre San Nicola di Mira don Michele Pio Cardone e i suoi catechisti, hanno fatto giungere una lettera a tutte le famiglie di Rodi Garganico sulla festa di Halloween, osteggiata e addirittura considerata satanica da molti ambienti ecclesiastici.
Il parroco - per il sesto anno consecutivo - la sera del 31 ottobre ha organizzato in parrocchia una festa con tutte le famiglie. Parroco e catechisti non propongono, al termine della loro analisi, una scelta educativa di opposizione alla festa. Essa può essere, invece, occasione per una riscoperta degli antichi motivi che hanno dato origine a questa tradizione, liberandola dalla dimensione puramente consumistica e commerciale e soprattutto estirpando la patina di occultismo cupo dal quale è stata rivestita.
Si faccia festa, dunque, una festa a lungo attesa, e si spieghi chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, l'avvicinarsi dell'inverno, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Si mangino zucche, fave e dolci. Oratori, scuole e famiglie si impegnino in modo positivo e perfino simpatico affinché i bambini vengano educati a considerare la morte come evento umano, naturale, di cui non si debba aver paura.
Tutto ciò, magari anche sotto la forma del gioco, può essere frutto di profonda riflessione e, perché no, di conversione. In fondo, non c'è nessuno che di fronte alla morte non si senta mettere in questione il proprio stile di vita, fosse pure per una volta all'anno… all'inizio di novembre.


LE LETTERA DI DON MICHELE E I CATECHISTI.
 
Carissimi genitori, chi di voi non ha mai sentito parlare della notte di Halloween? L'annuncio del vangelo nel mondo celtico si misurò con questa tradizione che manifestava il desiderio che la morte non fosse l'ultima parola sulla vita umana e testimoniava, a suo modo, la speranza nell'immortalità delle anime. Il cristianesimo comprese che la propria convinzione della costante presenza ed intercessione della chiesa celeste, della comunione dei santi che già vivono in Dio, poteva rinnovare dall'interno l'attesa ed il desiderio che la tradizione celtica celebrava. La resurrezione di Cristo era l'annuncio che la presenza benedicente dei propri defunti non era pura illusione, ma certezza dal momento che noi, i viventi di questa terra, viviamo accompagnati dal Cristo e da tutti i suoi santi. Questa notte offre un'ottima occasione per sfogare e trasformare in gioco tutte le paure più o meno coscienti che ribollono nelle profondità della mente. Per noi cristiani 31 di ottobre è la vigilia di Ognissanti ed è per questo motivo che insieme alle catechiste vi invitiamo a vivere cristianamente questo giorno partecipando ad una festa organizzata dalla Parrocchia Chiesa Madre di san Nicola dove tutti potranno venire travestiti ci saranno giochi ,dolcetti,scherzetti, ma anche una piccola catechesi sui giorni 1 e 2 novembre "TUTTI I SANTI" e "COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI". Vi riportiamo un articolo di una dottoressa molto interessante.


Perché Halloween fa bene ai bambini (e non solo)
Di Laura Ghianda, dottoressa in Scienza dell’Educazione
 
Come madre e come educatrice, mi trovo a volte alle prese con amici genitori che mi chiedono consigli su come rispondere alla richiesta da parte dei figli di poter partecipare alla festa di Halloween dell’amichetto. Questa ricorrenza, sempre più diffusa anche nel nostro paese, pare sia ogni anno in grado di scaldare gli animi e dividere coscienze.In particolare alcuni sembrano temere il riferimento a un mondo considerato “macabro”, popolato di zombie, fantasmi, mostri, streghe, vampiri e altre creature “terribili” colpevoli, secondo qualche parere, di insinuarsi nella coscienza dei nostri figli e di poterla in qualche modo attirare verso il mondo dell’occulto.C’è anche chi si è detto spaventato che fosse proprio questa festa a portare mostri e paure nei sogni dei più piccoli, e che forse sarebbe meglio proteggerli.In realtà, il mondo della psicologia è pressoché unanime nell’affermare che il travestirsi da mostro o quant’altro e il giocare con pipistrelli, teschi e ragni, sortisca l’effetto contrario a quello prospettato da questi genitori spaventati. Il travestimento in generale, mezzo per “sperimentarsi in un’altra identità”, principesca o grottesca che sia, è un’attività che non dovrebbe mai mancare tra le occasioni ludiche dei bambini, almeno dai tre anni in su. E’ da questa età, infatti, che il loro livello di sviluppo consente di distinguere tra realtà e fantasia, a godere del “fare finta di” e, come accade nei festeggiamenti di Halloween, anche farsi scherno delle proprie paure. Ed è proprio questa una delle possibili ragioni del sempre maggior successo tra i bambini che la notte del “dolcetto e scherzetto” assume anche qui in Italia.I travestimenti di Halloween sono un potente mezzo per esorcizzare le proprie paure. Scrive in un suo articolo la Dott.ssa Bruccoleri, psicologa:“questa festa si serve, infatti, di simboli che affascinano: evoca e libera dalla paura proprio per i contenuti a sfondo macabro che sono il tema dominante. Halloween ha quindi una funzione liberatoria: grazie ai "rituali" del 31 ottobre prendiamo in giro la paura, la combattiamo e la sconfiggiamo. E se questo vale per tutti, a maggior ragione vale per il bambino alle prese con la grande paura della crescita, paura che deve superare attraverso la maturazione che può passare anche per eventi esterni come, ad esempio, i festeggiamenti per Halloween.”Il bambino saprà sicuramente di quale creatura terribile vorrà vestire i panni. Si trasformerà così nelle sue stesse paure, entrerà in quello che per lui è il mondo dell’ignoto, e riuscirà a farsi beffa di questo sapendo di essere “al sicuro”.
Un altro parere, quello della dott.ssa Cecilia Ragaini, neuropsichiatra e psicoterapeuta dell’adolescenza, dice:
Della paura si deve sempre aver rispetto, perché è un simbolo del contatto con la morte, morte che oggi ci fa ancora più paura, ma che riteniamo di poter vincere in un modo nuovo. Se in passato per sconfiggere i loro timori i ragazzi sognavano di essere Superman, il Supereroe tutto muscoli, oggi i nuovi giovani hanno come modello Harry Potter, orfano indifeso, che supera le sue grandi paure con l’intelligenza, l’astuzia, il coraggio. Anche noi adulti dovremmo fare altrettanto" (fonte “corriere della salute”, 2002).Il mondo delle paure, che trova espressione anche nella festa di Halloween, non va quindi censurato, e non va fatto passare al bambino il messaggio che “di certe cose non si può parlare”. Questo atteggiamento è una proiezione di quel mondo adulto che ha già aderito a orientamenti morali o tendenze culturali che vedono nella morte e nell’ignoto un pericoloso tabù, magari da contrastare con l’affannosa rincorsa al mito dell’”eterna giovinezza”. Ma non risponde affatto a un bisogno di sana crescita psicofisica del bambino.E c’è di più. Diventare strega, folletto, fantasma o mostro per gioco può anche essere un modo per dare forma a quelle emozioni o parti di noi che tendiamo a reprimere perché socialmente sconvenienti, come aggressività e voglia di trasgredire, e che finalmente trovano possibilità di espressione in modo innocuo e divertente.
 
Riportiamo anche un interessante appunto della psicoterapeuta Silvana de Mari:
La festa di Halloween, o se preferite Ognissanti non è una festa importata dagli stati Uniti. Grazie agli stati Uniti la abbiamo riscoperta, ma in realtà è sempre esistita anche da noi, non ufficialmente, ma nascosta nella cultura contadina e dato che la cultura contadina era analfabeta, rischiavamo di perderla.
Per ulteriori particolari sulla tradizione europea di Halloween potete guardare anche nel bellissimo libro “ Il drago come realtà”, che è veramente splendido Halloween è una festa dove il brutto, l’orrido trovano spazio. Smettiamo di temere i mostri. Smettiamo di temere la morte. Ci travestiamo da mostri. Ci travestiamo da morti.Per quanti di noi adulti non hanno avuto la possibilità di scherzare con le proprie umane paure durante l’infanzia, forse potrebbe non essere troppo tardi approfittarne adesso, assieme ai nostri figli (nipoti, cuginetti...). Dolcetto o scherzetto?

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